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Essence Academy

Venerdì 26 Giugno 2026

Perché alcuni ragazzi imparano meglio facendo: il valore del learning by doing


Non tutti gli studenti apprendono nello stesso modo. Alcuni di loro sono poco portati per lo studio mnemonico e hanno bisogno di vedere, provare, costruire, sbagliare e tentare di nuovo. Per questo gruppo di alunni, imparare facendo non è una scorciatoia, come si potrebbe erroneamente pensare. Si tratta semmai di un modo concreto, e legittimo, di sviluppare competenze, fiducia e motivazione.

Se tuo figlio, o tua figlia, è tra quei ragazzi che davanti ad un libro si bloccano, si annoiano o perdono fiducia, non pensare di trovarti di fronte ad uno scolaro o una scolara poco avvezzi allo studio. Potresti essere enormemente fuori strada. Magari si tratta semplicemente di qualcuno che non ama studiare in modo tradizionale.

Che cosa succede quando deve fare qualcosa con le mani? Risolvere un problema molto concreto o mettersi alla prova in un’attività pratica? Il suo approccio e il suo atteggiamento cambiano? Lo vedi più vivace e assorto? Ciò significa che tuo figlio non è svogliato, ma semplicemente che preferisce imparare facendo. In questo caso, una metodologia di studio come il learning by doing potrebbe essere la soluzione giusta per migliorare il rendimento scolastico.

Che cosa significa imparare facendo?

Quando scriviamo di learning by doing ci riferiamo a una metodologia di apprendimento pratico. Essa consiste nel trasformare la teoria, storicamente privilegiata a scuola, in azione, e dare modo allo studente di imparare con la pratica, attraverso l’esperienza diretta.

L’apprendimento esperienziale porta l’alunno ad apprendere attraverso errori, tentativi e correzioni. Collegando quanto si studia a situazioni reali, tangibili e verosimili, che sono parte della vita quotidiana, si rende l’apprendimento tra i banchi qualcosa di concreto, allontanandosi dal metodo di insegnamento più diffuso nella formazione italiana, quello della lezione frontale, la quale tocca temi astratti, lontani dal vissuto quotidiano e difficili da memorizzare per chi non ama lo studio sui manuali.

Il learning by doing: una modalità di apprendimento attiva

Un metodo didattico pratico, come quello del learning by doing, si dimostra particolarmente efficace per i ragazzi che non amano studiare nelle modalità tipiche. Non pensare che imparare facendo significhi eliminare completamente la teoria dal programma didattico. Stiamo parlando di una integrazione, non di una sostituzione: i concetti teorici vengono resi più comprensibili perché non ci si limita a spiegarli, bensì li si collega a situazioni reali o possibili. Si tratta di un nuovo modo di imparare, che mostra come quanto si apprenda abbia un effettivo utilizzo all’infuori delle mura scolastiche.

Perché alcuni ragazzi fanno fatica con la scuola tradizionale

Hai notato che tuo figlio, o tua figlia, ha difficoltà a restare al passo con le lezioni? Non disperare. Non è detto che si tratti di pigrizia o mancanza di motivazione scolastica: le sue difficoltà potrebbero essere dovute allo sforzo di restare concentrato, o concentrata, su contenuti soltanto teorici. Se percepisse le lezioni che segue come casistiche lontane ed estranee alla sua quotidianità, potrebbe andare incontro a demotivazione e provare una certa frustrazione quando i risultati, inevitabilmente, non saranno buoni.

Una situazione di questo tipo corre il rischio di essere doppiamente degradante. Innanzitutto, lo studente perderà l’autostima in sé stesso, o sé stessa, autoconvincendosi di non essere in grado di portare a termine il percorso di studi iniziato e temendo di dover ripetere l’anno. Questa condizione potrebbe essere enfatizzata dalle etichette prive di fondamento che compagni, parenti e, talvolta, persino professori, affibbiano all’alunno, zavorrandolo ancora di più. Non di rado, dietro pregiudizi come “non è portato “; “non ha voglia” e/o “ non studia abbastanza” si nasconde semplicemente qualcuno che ha bisogno di frequentare una scuola pratica.

Lo studente che non ottiene buoni risultati, all’interno del modello scolastico tradizionale, non è necessariamente meno capace. Potrebbe semplicemente avere bisogno di un contesto diverso, più concreto, attivo e maggiormente vicino ai suoi interessi, per acquisire motivazione e successo.

Apprendimento pratico e motivazione: perché funzionano insieme?

Un metodo prettamente pratico, come quello dell’imparare facendo, ha la possibilità di rinvigorire la motivazione dell’alunno. Fare qualcosa di concreto, oltre a memorizzare date, formule e regole grammaticali dà senso allo studio e supporta lo studente. La pratica rende visibili i progressi a occhio nudo: lo stesso ragazzo si rende conto di saper fare qualcosa che prima non era in grado di portare a termine. Ciò lo appaga moltissimo.

Poter vedere e sperimentare il risultato di quanto appresofiducia in sé stessi e stimola a migliorarsi ancora. Lo studente impara davvero; perché non lo fa soltanto attraverso i cassetti della memoria, ma con un’esperienza concreta e tangibile, che coinvolge la sua memoria muscolare e riguarda anche la sfera del saper fare, non soltanto quella del sapere.

L’esperienza diretta collega scuola e mondo del lavoro, riducendo la distanza tra le due dimensioni. Questa è la chiave delle scuole IeFP, gli istituti di Istruzione e Formazione Professionale, come Essence Academy.

La scuola IeFP non è un ripiego

Giunti a questo punto, precisiamo come il sistema dell’istruzione e della formazione professionale non sia un ripiego. Questo pregiudizio va sradicato. Per studenti come quelli che stiamo descrivendo, più portati ad apprendere sperimentando che memorizzando, si tratta della scelta migliore, altroché soluzione di Serie B.

In Essence Academy crediamo che un percorso professionalizzante di questo tipo unisce alla crescita e alla maturazione personale, l’acquisizione di competenze pratiche e prepara molto bene il giovane al futuro, rendendolo una figura pronta a entrare nel mondo del lavoro fin da subito dopo il diploma.

Optare per una formazione nel sistema IeFP significa scegliere un metodo di studio più coerente alle modalità nelle quali lo studente apprende. Accompagnare i ragazzi nella scelta del percorso dopo la terza media è il primo passo per aiutarli a scoprire i propri talenti e a muoversi con fiducia verso il futuro.

Come Essence Academy valorizza il learning by doing

L’approccio formativo di Essence Academy è interamente modellato sull’imparare facendo. I pilastri della nostra offerta formativa sono leattività concrete che proponiamo, e valutiamo, all’interno di ogni gruppo classe, e i laboratori, dove diamo modo agli alunni di toccare con mano quello che stanno studiando, al fine di mettere in pratica quanto leggono sui manuali. Tutte le lezioni che teniamo sono ideate appositamenteper potersi collegare alla pratica. Concepiamo l’apprendimento come una miscela di preparazione, esperienza, esercitazioni e approfondimento di casi studio reali.

I docenti che accompagnano gli studenti nella formazione non sono semplici figure che si siedono dietro la cattedra a trasmettere nozioni fino al suono della campanella. Danno attenzione alla persona dietro lo studente, valutandone anche i livelli di motivazione e fiducia, in sé e nel percorso, oltre che i risultati scolastici. Interpretiamo la formazione come una scala mobile, che porti l’alunno dal piano degli studenti a quello dei professionisti.

La riforma Valditara ha introdotto e valorizzato la filiera formativa 4+2, un percorso che consente di completare l’istruzione superiore in 6 anni complessivi.

Il modello prevede un primo ciclo di 4 anni nel sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), al termine del quale è possibile accedere direttamente all’Esame di Stato e ottenere il diploma. A questo percorso può seguire, in modo facoltativo, un ulteriore biennio presso un Istituto Tecnico Superiore (ITS), come la Fondazione AMMI, per approfondire la formazione tecnica e specializzarsi ulteriormente.

In questo modo, scegliendo uno dei percorsi scolastici di Essence Academy, è possibile conseguire la maturità già al termine del quarto anno, con la possibilità di proseguire poi la formazione in chiave professionalizzante.

Come capire se tuo figlio impara meglio facendo

Ci sono segnali che ti permettono di capire se tuo figlio impari meglio facendo e se l’apprendimento esperienziale, attraverso il learning by doing, sia la migliore metodologia possibile per la sua formazione? Di seguito, abbiamo raccolto alcuni indizi, se così vogliamo definirli, che possono confermarti se un approccio didattico pratico sia più indicato:

  • Le spiegazioni puramente teoriche lo annoiano?
  • Se sperimenta qualcosa di nuovo lo fa con gioia, in maniera proattiva, e apprende con entusiasmo la mansione o il fenomeno che gli sono stati illustrati?
  • Quando svolge esercizi pratici, ricorda meglio quanto ha fatto?
  • Dover portare a termine un progetto concreto lo motiva? Ci si dedica appieno?
  • Fatica a cogliere il senso di quel che studia e ha bisogno di verificare a che cosa possa servirgli nella vita?
  • Mostra particolare interesse se può creare, costruire o sperimentare direttamente?
  • Rende meglio nelle attività operative che nelle verifiche puramente teoriche? In qualsiasi materia?
  • Apprezza ricevere feedback immediati?

Tutti questi elementi possono essere considerati come possibili indicatori utili. Insieme a tuo figlio o a tua figlia, può essere interessante riflettere su questi aspetti, valutando con sincerità e apertura le risposte alle diverse domande. Se dovesse emergere una prevalenza di elementi positivi, l’apprendimento pratico potrebbe rappresentare una delle opzioni più coerenti con il percorso dello studente.

Imparare facendo non significa studiare meno

Come abbiamo avuto modo di scrivere, la pratica rafforza l’apprendimento teorico, non lo svaluta, né si sostituisce a esso. Il learning by doing è una metodologia che richiede impegno persino superiore, dal momento che occorre far dialogare due dimensioni, quella della memoria e quella della mano, diversamente da quanto accada nella maggior parte delle scuole statali, dove si rimane sempre all’interno dei confini del primo ambito.

Svolgere attività concrete, oltre a rendere uno studente edotto e pronto ad affacciarsi sul mondo del lavoro con un’esperienza aggiuntiva, rispetto a quella di candidati che abbiano completato la formazione in un istituto che non prevede prove pratiche, insegna il valore della responsabilità. Se c’è un’esercitazione pratica da svolgere e concludere insieme, ogni alunno è responsabile del suo lavoro anche di fronte agli altri, non soltanto di fronte a sé stesso e al docente, come avviene quando si affronta un’interrogazione o una verifica scritta

Il learning by doing è un metodo differente rispetto al percorso scolastico tradizionale, che non inficia la qualità della formazione elargita, bensì i modi nei quali questa viene trasmessa dall’insegnante ai suoi studenti. Un percorso prettamente pratico varia il modo in cui l’alunno viene coinvolto e accompagnato, durante il percorso scolastico.

Trasformare una difficoltà in una scelta consapevole

Quando un ragazzo non si riconosce nel modo tradizionale di studiare, non bisogna abbassare le aspettative per il suo futuro, ma cercare il contesto più adatto al fine di far emergere le sue capacità. Per alcuni studenti, imparare facendo è il modo migliore per ritrovare motivazione, fiducia e senso nel proprio percorso formativo.

Se ritieni che un metodo didattico pratico basato sull’imparare facendo possa essere la giusta strada per tuo figlio, o se hai semplicemente la curiosità di avvicinarti a questa metodologia di studio, contatta Essence Academy liberamente. Partecipando a uno dei nostri Open Day e visitando la nostra sede di Milano o Monza, durante la fase di orientamento, riuscirai a capire se il percorso è adatto a tuo figlio o meno. Ti aspettiamo.

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