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Bollettino Essence n.9
Scritto il 8 Aprile, 2020 alle 9:58 da Essence Academy

Monza, 08-04-2020

 

Era del Sapore Selvaggio”: così è chiamata in Cina la corrente cultural-gastronomica per la quale il consumo di qualunque tipo di animale, purché selvaggio, procura salute e prosperità. Questa convinzione trova radici in tradizioni della parte meridionale del Paese, ma si è radicalizzata negli ultimi vent’anni come espressione della nuova opulenza, facendo proliferare wet market che vendono animali di ogni tipo (meglio se ancora vivi e uccisi al momento) e ristoranti specializzati. Zhou Zhoufeng era un corpulento venditore di molluschi e pesci vivi nel wet market di Guangzhou, nel sud della Cina. Zhou è anche noto come “Dr. Veleno”, essendo stato il “paziente 0” dell’epidemia di SARS (Sindrome Respiratoria Severa e Acuta) scoppiata in quella zona nel 2003. Gli epidemiologi ritengono che abbia contratto la Sindrome nel ristorante di un amico e cliente, dove cenava spesso a base di specialità come brodo di pinne di squalo e stufato di pene di tigre, o topo allo spiedo e pipistrello arrosto; la trasmissione del virus deve essere avvenuta proprio dal pipistrello. In due successivi ricoveri, Zhou è riuscito ad infettare quasi novanta fra medici e infermieri, dando così origine all’epidemia.

La SARS fa parte della famiglia dei coronavirus, alla quale appartiene anche il Covid-19 (il cui nome è infatti un’abbreviazione di Corona Virus Disease del 2019); i due virus sono molto simili per funzionamento, infettività e tasso di mortalità. Il nome della famiglia viene dagli spuntoni di proteine che protrudono dalla particella virale, e che le servono ad infiltrarsi in una cellula sana per replicarsi (v. immagine sotto). Se SARS e Covid-19 sono così simili, perché per la maggior parte di noi il primo è solo un ricordo remoto, mentre a causa del secondo metà dell’umanità oggi è chiusa in casa (*)?  È semplice, secondo gli esperti: con la SARS siamo stati fortunati, per due ragioni. Primo: i sintomi di SARS, benché molto simili a quelli del Covid-19, si manifestano prima che la persona sia altamente infettiva (e non dopo). Secondo: dopo la scintilla iniziale a Guangzhou, i focolai maggiori di SARS si sono localizzati a Hong Kong (che è a pochi chilometri) e Singapore (che invece è a migliaia di chilometri a Sud, all’estremità della penisola malese, ma che ha da sempre una fortissima comunità cinese): due città stato, con sistemi amministrativi snelli ed efficienti, apparati sanitari all’avanguardia e regole d’igiene pubblica strettissime (sputare per strada è un reato, per esempio); questo insieme di circostanze ha permesso alle autorità locali di contenere l’epidemia e prevenire una pandemia.

Il primo caso di Covid-19, invece, si è registrato a Wuhan, una città di 11 milioni di abitanti, snodo di vie di comunicazioni primarie. Il wet market dove si suppone la prima trasmissione abbia avuto luogo è vicino alla stazione ferroviaria ad alta velocità, dalla quale passano in media 175 mila persone al giorno; nei primi giorni dell’epidemia, nell’imminenza del nuovo anno lunare (**), il traffico era ancora maggiore. Solo nel mese di gennaio, prima che gli spostamenti fossero proibiti, 7 milioni di persone hanno lasciato Wuhan: migliaia di loro erano portatori del virus, molti sono volati all’estero.

Il primo caso fuori dalla Cina è stato registrato a Bangkok a metà gennaio. Da quel momento, il sistema sanitario tedesco, memore degli avvenimenti del 2003, ha lanciato esami a tappeto (350.000 settimanali con tracking dei risultati positivi) e iniziato a organizzare per la crisi gli ospedali e le unità di emergenza. Oggi, il tasso di mortalità in Germania è pari all’1,6%. In Francia, Regno Unito e Spagna, è a 10%. In Italia, con una popolazione mediamente più anziana, a 12%.

 

(*) Nel 2003 la SARS ha infettato 8.437 persone, uccidendone 813. Ad oggi, i casi dichiarati di Covid-19 sono 1,5 milioni. (**) Il calendario lunare si basa sui cicli del nostro satellite, anziché su quelli del sole come fa il calendario gregoriano. I primi calendari lunari datano di 30.000 anni fa. Alcune zone della Cina festeggiano il nuovo anno lunare (che cade a metà dicembre) anziché il classico capodanno cinese (basato su cicli di sole e luna, e che cade fra 21 gennaio e 20 febbraio).

 

Fonti: Spillover , D. Quammen (2012); sito dell’Org.ne Mondiale della Sanità; New York Times, 4-5-6-7 aprile; Wikipedia.

Un virus è una cattiva notizia in un pacchetto di proteine.”  Peter Medawar, premio Nobel per la Medicina,1960


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