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Bollettino Essence n.12
Scritto il 19 Aprile, 2020 alle 9:00 da Essence Academy

Monza, 19-04-2020

 

Quello che stiamo capendo svanirà con la guarigione, a meno che non ce lo appuntiamo subito, ha scritto Paolo Giordano (Corriere della Sera, 21 marzo). Ricordiamo dunque qui alcuni dei fatti politici salienti delle ultime settimane.

Il Presidente USA, benché il 10 gennaio fosse stato avvertito dal Consiglio di Sicurezza della gravità della crisi in arrivo, per sei settimane ha qualificato l’epidemia come una semplice influenza, per poi ravvedersi improvvisamente cercando di ottenere il monopolio del vaccino solo per il suo Paese (offrendo 1 miliardo di dollari ad una ditta tedesca), e emettendo un ordine esecutivo che sancisce il diritto unilaterale americano di sfruttare le risorse lunari (sì: le risorse della luna, non chiedete perché). Il Premier britannico ha individuato l’immunità di gruppo come soluzione vincente e ha dichiarato orgogliosamente di continuare a stringere migliaia di mani al giorno, salvo poi cambiare repentinamente strategia nazionale e personale (avendo contratto il virus, è finito prima in isolamento a casa e poi in terapia intensiva in ospedale). Il Presidente della Bielorussia ha invitato i suoi compatrioti a combattere il coronavirus con una sauna e della vodka. Più semplicemente, le autorità del Turkmenistan hanno chiuso le frontiere e negano a tutt’oggi l’esistenza del virus. Sul variopinto fronte italiota, la situazione è sotto gli occhi del lettore e non necessita di particolari descrizioni.

Al contempo, i governi di varie nazioni hanno iniziato a competere ferocemente fra di loro per accaparrarsi risorse e strumenti per combattere il virus. Il governo israeliano ha attivato i servizi segreti del Mossad che, facendo ricorso a metodi e contatti di solito usati per acquistare armamenti, hanno acquisito sul mercato nero 1,5 milioni di mascherine chirurgiche e 100 mila tamponi. Dall’inizio della crisi, e rinvigorendo una tradizione decennale, agenzie russe hanno circolato su siti in inglese e in spagnolo centinaia di fake news per le quali il virus sarebbe un’arma chimica creata da un laboratorio americano (l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita una “infodemia”, un’epidemia di notizie false). Non risulta che le autorità della Germania abbiano informato i partner europei subito dopo aver compreso la gravità della crisi: il primo summit della Commissione Europea sul tema è del 13 febbraio, un mese dopo che il sistema sanitario tedesco aveva cominciato a prepararsi al peggio. Numerose sono state le critiche internazionali alla quantità e alla qualità delle informazioni diramate dalle autorità cinesi subito dopo lo scoppio dell’epidemia a Wuhan. In questo momento, decine di laboratori diversi in varie parti del mondo stanno cercando un vaccino contro il Coronavirus, e le sinergie fra di loro sono minime; il rischio è che finiscano per scavare dieci buche profonde 1 metro, quando ne servirebbe una sola, ma profonda 10. Insomma, gli apparati governativi dei vari Paesi hanno reagito secondo riflessi vecchi di secoli, ispirati solo a logiche di egoismi nazionali e di permanenza al potere. Il risultato è che ogni reazione è arrivata spastica e tardiva rispetto alla strategia del virus, che sino ad oggi ci ha anticipato su ogni fronte. Il nostro solo vantaggio rispetto al Covid19 è che noi possiamo comunicare e collaborare fra di noi, come segnala Y.N. Harari sul Financial Times del 20 marzo. Non è più il tempo descritto da Troisi e Benigni in Non ci resta che piangere: chiedere “Chi siete? Cosa fate? Cosa portate?” al virus quando passa la dogana non funziona. È ora che qualcuno ne informi i leader mondiali.

 

Fonti: www.wired.it / www.facta.news / New York Times, 13 aprile /The Times, 12 aprile / Financial Times, 20 marzo / link scena Non ci resta che piangere: https://www.youtube.com/watch?v=KF0VYpzsZYE

 

La nostra serie di 12 bollettini si conclude qui, con affettuosa gratitudine verso la manciata di persone che li ha trovati utili. Come Scuola e a titolo personale, ci è parso buono cercare di illustrare le cose che ci stanno accadendo in modo intelligente, nel senso originario della parola, che è: vedere dentro, capire. La comprensione dei fatti della vita porta alla conoscenza di sé stessi, e viceversa. Così intesa, l’intelligenza non è per nulla un dono di natura, ma solo una disposizione d’animo; un misto di curiosità e pazienza e umiltà, che si ribella contro l’arroganza di chi non ha nulla da dire ma continua a dirlo sui social, contro la feroce banalità dei media, contro le istruzioni ottuse e condiscendenti che ci piovono in capo. Cercare di vivere in modo intelligente non è obbligatorio, certo non in Italia. Così, chi sceglie di sopravvivere con il pilota automatico sempre attivato non sarà mai solo – ma non finga di sapere dove sta andando il suo aereo, perché non ne ha alcuna idea; probabilmente il veicolo non è mai decollato e sta arrugginendo in qualche rimessa.

 

Fra mille attrazioni del Circo Barnum, il più grande spettacolo del mondo, ricordiamo per la loro attualità il cavallo che fa di conto e i clown in mascher(in)a che si tirano torte in faccia, l’orso ballerino e i cartomanti che leggono il futuro. Getty Images


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